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lunedì 3 dicembre 2012

Conferenza stampa del comitato per Renzi che non si scioglie ma resta sul territorio per cambiare il Pd e il centrosinistra
di Nicola Bossi 03/12/2012 (fonte: www.perugiatoday.it)
I renziani dell'Umbria sono soddisfatti anche se devono trovare tutte motivazioni loro dopo la vittoria anche in Umbria di Bersani ora nuovo leader del centrosinistra italiano. Il coordinatore provinciale dei comitati di Renzi, Domenico Caprini, mette in chiaro tre buone ragioni per essere più che soddisfatti: la prima, in provincia di Perugia ha vinto Renzi; seconda ragione, eravamo soli contro un Bersani che aveva l'appoggio di altri tre candidati e di tutti gli apicali istituzionali umbri. Terza ragione: l'Umbria non sarà più la stessa con questo risultato e quindi le istanze dei renziani dovranno essere patrimonio di cambiamento anche in Umbria. Le nomine dei renziani decadono ma la rete resta per essere influente alle comunali, regionali e la sua quota di parlamentari.
"Il Pd è sempre più forte anche grazie - Lavinia Pannacci coordinatrice regionale del Comitato per Renzi - a queste primarie anche grazie al lavoro di Renzi che ha riportato nel centrosinistra molte persone che si erano allontanati dalla politica e dalla speranza. Un patrimonio ora a disposizione del Pd e di Bersani". Tocca a Domenico Caprini l'ammissione della sconfitta: "Noi accettiamo un risultato che comunque vedeva tre candidati appoggiare al ballottaggio Bersani. L'Umbria comunque è il secondo migliore risultato per renzi in Italia. In provincia di Perugia peró abbiamo vinto soprattutto nei grandi centri come Cittá di Castello, Assisi, Spoleto, Todi".

domenica 2 dicembre 2012

OpenOffice delude la P.A tedesca (fonte:http://www.tomshw.it)


La città di Friburgo, in Germania, si prepara ad abbandonare OpenOffice per tornare alle licenze Microsoft. A causa di sviluppo e supporto troppo frammentari, per far funzionare il software si perde troppo tempo e produttività.
Ci si lamenta in altre parole del fatto che il software OpenOffice 3.2.1 (attualmente alla 3.4.1) non sia sufficientemente aggiornato ed è inadeguato al lavoro quotidiano. In particolare quando si tratta di presentazioni e fogli di calcolo il software open source è una frustrazione per i lavoratori, che rivogliono indietro Microsoft Office.

Sembra quindi volgere al termine un periodo di sperimentazione in cui la citata versione di OpenOffice ha convissuto con la suite Microsoft. Continuare con il software open source comprometterebbe la produttività, e graverebbe sulle attività di lavoratori e clienti. Ecco quindi che "una nuova licenza Microsoft Office è essenziale per l'efficienza delle operazioni", si legge su un documento del comune stesso.
I problemi descritti sono noti a chiunque abbia usato OpenOffice, come il fatto che passando ai software Microsoft spesso la formattazione dei documenti si modifica, o che Excel funziona generalmente meglio delle alternative. Le difficoltà sarebbero accentuate dal fatto che pochi comuni hanno deciso di passare a OpenOffice, e reso così più palesi i problemi di compatibilità. Anzi, anche a livelli più alti c'è qualcuno che ha rinunciato all'open source (Ministero tedesco torna a Windows: Linux un flop e UE punta sull'open source ma sceglie Microsoft).
Eppure l'amministrazione comunale potrebbe migliorare molto la situazione semplicemente passando a LibreOffice o a una nuova versione di OpenOffice; ma lo sviluppo sarebbe troppo frammentario e inaffidabile, almeno rispetto al più stabile Microsoft Office. La comunità Open Source ha reagito subito con una lettera aperta firmata da Free Software Foundation Europe, Document Foundation e Open Source Business Alliance.
Il comune di Freiburg starebbe confrontando mele e pere. Dopotutto in altri luoghi le cose vanno diversamente, per esempio Linux domina incontrastato in Francia, dove anche la Gendarmerie ha preferito Ubuntu. E anche in Italia si sta almeno provando a risparmiare sulle licenze Microsoft (Open Office perfetto per i Comuni e Brunetta e La Regione Puglia è l'avanguardia open source italiana).

L'OpenSource ha trovato terreno fertile in Puglia
In generale quindi si può affermare che l'Open Source continua ad avanzare presso le istituzioni in molti paesi, ma la scelta della cittadina tedesca (ri)porta all'onore della cronaca un argomento chiave, cioè quello dell'usabilità: è vero che basta aggiornare e "stare dietro" al software per ottenerne ciò che si vuole, ma è vero anche che non si può chiedere a un utente non specializzato di farlo.
Che si tratti di un programma (o di un dispositivo) il funzionamento dev'essere quello desiderato dal primo momento, e non si può proporre a una pubblica amministrazione o ad altri di preoccuparsi di mantenimento e impostazioni.
Per la comunità open source questo è sempre stato uno degli argomenti più controversi: da una parte ci sono molti utenti che pretendono un software flessibile e modificabile prima di ogni altra cosa, e dall'altra quelli che invece vorrebbero lavorare per andare incontro a bisogni più generici. Una tensione che certo non si risolverà presto, e che tiene in ostaggio la potenziale diffusione dell'open source presso il grande pubblico.
Sopra a questo c'è un'idea piuttosto diffusa: se lo sviluppo è nelle mani di persone che pensano solo ai risvolti tecnici, l'usabilità e l'ergonomia vanno a farsi benedire. Forse si tratta di un pregiudizio, o di un eccesso, ma di certo non è un'affermazione priva di fondamento.